giovedì 12 novembre 2009

A volte ritornano


Dopo mesi di assenza sono tornato a scrivere sul pennivendolo. Tanto per ricominciare la stagione, propongo la lettura di un articolo pubblicato oggi da il Giornale con l'augurio che nessuno di voi debba mai avere bisogno della giustizia italiana.

sabato 12 settembre 2009

A dua anni dalla quarta corsia


A seguire il pezzo del Pennivendolo su il Giornale. A due anni dall'apertura della quarta corsia sulla A4 crolla il tasso di mortalità e migliorano le emissioni. Come è possibile? Chiedetelo agli ambientalisti.
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=381928

giovedì 10 settembre 2009

La Svizzera butta gli occhi sui nostri medici


Prima gli infermieri adesso i medici. Stipendi alle stelle chiamano i nostri camici bianchi oltre il confine. Gli elvetici avrebbero bisogno di almeno del doppio dei medici che formano attualmente. Leggi l'articolo del Pennivendolo su il Giornale.

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=381378

mercoledì 9 settembre 2009

E per magia la sterga Oriana divenne buona


Impossibile dimenticare quanto scritto da Oriana Fallaci a poco dal terribile attentato al World Trade Center di New York. "La rabbia e l'orgoglio", più che una riflessione, più che un commento, probabilmente un atto testamentario. Se la memoria non mi tradisce, ai tempi ci furono i guru dell'intellighenzia buonista che tuonarono contro la giornalista del Corriere. C'è chi arrivò a definirla fomentatrice d'odio o vittima di demeza senile.
A distanza di otto anni, il pensiero sembra essere cambiato. Come per magia il direttore Ferruccio De Bortoli ha fatto il miracolo, trasformando in fata, la strega Oriana. Segno che in Italia si può morire orchi ed essere ricordati santi.

Leggete l'intervento del direttore del Corriere.

http://www.corriere.it/cultura/09_settembre_08/rabbia_orgoglio_fallaci_de_bortoli_cc4658c8-9c36-11de-a226-00144f02aabc.shtml

domenica 6 settembre 2009

Operazione trasparenza a Milano


Carissimi,
come sapete per i prossimi due mesi sarò impegnato nella redazione de il Giornale. Sicuramente un compito di cui sono fiero ma che, per forza di cose, mi allontanerà dal vostro Pennivendolo. Non temete. Quanto di interessante produrrò sulle pagine del quotidiano lo riproporrò qui. Ricordate che per motivi di regolamento non posso firmare con il mio nome su il Giornale. Mi avvalgo così dello pseudonimo di Franco Tosoni...
Buona lettura
il Pennivendolo

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=380350

lunedì 31 agosto 2009

Mistero "Boffo"

Parafrasando ironicamente il nobel Dario Fo, comunico il link per la lettura della replica del direttore di Avvenire all'editoriale pubblicato da il Giornale. Buona lettura con l'augurio che il gossip possa smettere di mangiarsi la politica. Ma non è tutto: il direttore di Avvenire ha smentito ripetutamente il fatto imputatogli da il Giornale, ma il quotidiano di via Negri ha pubblicato il certificato del casellario giudiziario. Patacca o documento incontrovertibile? Per trasparenza pubblico anche il link al documento.

LA RISPOSTA DI BOFFO
IL DOCUMENTO


sabato 29 agosto 2009

Chi è senza peccato scagli la prima pietra


Gli avevano tirato l'ennesimo tranello quei bricconi di ebrei, ma il buon Gesù non ci cascò. Avrebbe dovuto condannare l'adultera, rinunciando al suo messaggio di misericordia, oppure assolverla, infrangendo la legge ebraica. Ma Gesù si chinò a terra, come si legge nel vangelo di Giovanni, scrisse qualcosa (che non sappiamo) nella sabbia e poi disse "Chi è senza peccato scagli la prima pietra" (Gio 8,1-11). Ebbene le coscienze tremarono e l'adultera fu risparmiata dalla lapidazione.
Il vangelo è sempre illuminante come fonte di lezioni di vita, come bagaglio di ethos che accompagna l'uomo lungo il corso dei millenni. Eppure chi il vangelo dovrebbe conoscerlo a menadito, sembra che necessiti di una bella rinfrescatina catechistica. Mi riferisco alla brutta storia in cui è finito il direttore di Avvenire, Dino Boffo. Per chi non lo sapesse, il Giornale del direttor Feltri ha pubblicato un editoriale in cui si svelano i trascorsi discutibili del direttore del quoridiano della Cei in materia di condotta (più o meno sessuale) conclusi con una condanna a sei mesi commutata in pena pecuniaria per molestie telefoniche. Boffo avrebbe avuto degli attriti telefonici con la compagna dell'uomo con cui aveva una relazione omossessuale. Gossip di bassa lega verrebbe da dire, ma sono due le considerazioni che invece devono essere fatte.
La prima riguarda proprio la scelta editoriale fatta da Avvenire in questi ultimi mesi. Il quotidiano della Cei ha scelto di agire da organo moralizzatore e bacchettone nei confronti di Berlusconi man mano che mergevano i pettegolezzi sbandierati da Repubblica. Insomma, i vescovi sono diventati infallibili conoscitori delle peripezie sessuali del premier ignorando però (o fingendo di ignorare) quanto combinava il direttore del loro giornale. E Feltri, che non è certo uno sprovveduto o un ingenuo, ha reso pan per focaccia.
La seconda considerazione riguarda invece il punto più delicato e ignorato della questione, ovvero l'omossessualità di Dino Boffo. Mi correggo, più che l'omossessualità del direttore (che sinceramente non è e non deve essere un problema) mi disgusta l'ipocrisia che aleggia nella Chiesa. Mi si spezza il cuore nello scrivere ciò, proprio di fornte alle battaglie verbali che spesso mi sono trovato a combattere con amici e colleghi per tenere alto l'orgoglio dell'essere cattolici. Oggi me ne vergogno. Come si sa l'omossessualità in ambito vaticano non è proprio ben vista, anzi. Però adesso salta fuori che uno degli uomini più importanti per la comunicazione della Chiesa in Italia è un omossessuale. Ma chi vogliono prendere in giro? I sommi sacerdoti fanno i moralizzatori con gli umili e chiudono gli occhi con i potenti? Il singolo fedele deve confessare questa "devianza", ma se si è direttori, presidenti e via dicendo si può godere d'indulgenza plenaria? Ho amici preti e amici omosessuali, saranno queste le domande che vorrei porre agli amici del clero, perché da fedele, da cattolico praticante mi sento un po' offeso e preso per il naso.
Forse questi sommi sacerdoti dovrebbero ritornare al buon caro e vecchio Gesù come essenza del cristianesimo (come diceva il proibito Hans Kung) e non al politichese e al ruffianaggio che si sembra respirare di questi tempi. "Chi è senza peccato scagli la prima pietra".